Esercente non può rifiutarsi di accettare la carta di credito

Il negoziante non può rifiutarsi di accettare la carta di credito, nemmeno in periodo di saldi.
Ricordate sempre che se il negoziante ha il Pos, con tanto di cartello che è accetta le carte di credito e le carte di debito, al momento del pagamento non può rifiutarsi di accettare la carta e chiedere il pagamento in contanti.

Non può nemmeno alzare o abbassare il prezzo in base al metodo utilizzato per pagare.
E’ un vostro diritto scegliere se pagare in contanti o con carta di credito. Inoltre ricordate che da qualche anno sono obbligati ad accettare le carte di credito o di debito per importi superiori ai €30. Mentre per le transazioni sopra i 3mila euro è obbligatorio pagare con moneta elettronica.

Obbligo del Pos quando è scattato.

Dal 30 giugno 2014  per commercianti, artigiani, e professionisti come ad esempio architetti, ingegneri, commercialisti, notai, sono obbligati ad accettare pagamenti per importi superiori ai €30 con le carte di credito.
La legge per ci non si mette in regola non prevede sanzioni, anche se in futuro potrebbe essere modificata,

Cosa prevede il provvedimento Dl 179/2012

Il decreto prevede l’obbligo di accettare pagamenti con carte ci credito, carte bancomat o carte prepagate per importi superiori ai €30 per tutti i professionisti. In realtà l’obbligo è già scattato dal 28 marzo, ma solo per chi fattura più di 200mila euro. Attenzione però perchè il cliente non è obbligato a pagare con la carta di credito per tali importi, ma potrà scegliere se pagare in contanti o con carta. L’obbligo di pagamento con moneta elettronica scatta solo se il pagamento è superiore ai mille euro.
Quindi, in un paese dove oltre il 90% delle transazioni avviene in contanti non dovrebbe essere un problema per quei piccoli negozi, artigiani o liberi professionisti che che non hanno il pos.

Ultimamente le banche hanno creato varie offerte per incentivare l’utilizzo del Pos, esistono dei Pos che funzionano anche con lo smartphone e il tablet, conosciuti come mobile Pos. E’ bene non fermarsi solo alla banca sotto casa prima di scegliere, ma consultare tutte le offerte disponibili sul mercato.
Il problema però e che questi costi ancora una volta vengano scaricati sul consumatore.

L’obbligo del pos scattato ha creato un po’ di confusione anche tra i consumatori che credono che quando si recano al supermercato per fare la spesa, oppure al bar per prendere un caffè, sono obbligati a pagare con la carta bancomat. Ma non è così.
La carta bancomat, o carta di debito, e quella carta che viene rilasciata all’apertura del conto corrente, che consente di pagare nei negozi e prelevare denaro presso gli sportelli bancomat. Se associata a un circuito di pagamento internazionale può essere usata anche all’estero.

L’obbligo del pos significa che liberi professionisti, artigiani, commercianti sono obbligati ad accettare pagamenti superiori ai €30 con carte di credito, carte di debito e carte prepagate, qualora il cliente chieda di pagare con la carta di pagamento. E quindi dotarsi di pos, strumento indispensabile per accettare i pagamenti con le carte. La legge non prevede sanzioni per chi non si è ancora messo in regola. Secondo i dati diffusi dalle associazioni di categoria sembra che per ora non c’è stata la corsa al pos. Quindi nessun obbligo di pagare con il bancomat.

Ma il consumatore, se il pagamento non supera i tremila euro, soglia di tracciabilità, non è obbligato a pagare con la moneta elettronica. Infatti solo sopra questa cifra le transazioni per legge devono avvenire con la moneta elettronica, come carte di credito, di debito, prepagate, bonifici. Sotto questa soglia è libero di pagare come crede in contanti, il metodo preferito dagli italiani, o con la moneta elettronica.